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Pesach in tempo di guerra

Renzo Balestri - 3 Aprile 2026

In questi giorni il popolo ebraico celebra Pesach (la Pasqua ebraica) e gli Azzimi. Nei prossimi giorni, anche i cristiani ricorderanno la Pasqua.

Pesach ricorda la liberazione della nazione ebraica dalla schiavitù dell’Egitto, quando a ogni famiglia fu chiesto di sacrificare un agnello senza macchia e di segnare con il suo sangue gli stipiti delle porte. La Pasqua cristiana ricorda la fede nella liberazione di tutta l’umanità dalla schiavitù del peccato, attraverso il sacrificio dell’Agnello di Dio e la Sua risurrezione dai morti.

Quest’anno la festività ebraica di Pesach inizia mercoledì 1 aprile e termina il 9 aprile. Nelle chiese orientali (ortodosse), la Pasqua (Pasach) sarà celebrata domenica 12 aprile 2026, mentre le chiese occidentali (cattoliche/protestanti) la celebreranno il 5 aprile 2026.

Le differenze nelle date derivano dalle diverse tradizioni sviluppatesi in merito alla scelta dei calendari e alle pratiche liturgiche. Esse sono un triste riflesso della separazione tra il popolo ebraico e la Chiesa da un lato, e della divisione tra le chiese cristiane orientali e occidentali dall’altro.

Calendari e divergenze a parte, al centro della fede cristiana c’è la morte di Gesù, ebreo, a Gerusalemme durante la Pasqua ebraica (Pesach) e la sua resurrezione “il terzo giorno”, il giorno delle Primizie.

Dobbiamo ricordare che la Pasqua cristiana non ha sostituito Pesach e dovremmo gioire nella convinzione che, un giorno, tutte le cose saranno unite in Cristo, Signore di tutto che porterà ogni cosa in terra e in cielo all’unità sotto la Sua guida.

In questi giorni, però, oltre alla commemorazione di Pesach e Pasqua, Israele sta vivendo momentimolto difficili, in un’escalation militare iniziata dopo il 7 ottobre 2023.

Ultimi sviluppi nel conflitto con l’Iran

Quattordici persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite da frammenti caduti nel centro di Israele dopo che l’Iran ha lanciato munizioni a grappolo mercoledì mattina.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno raggiunto importanti obiettivi fissati all’inizio dell’operazione “Roaring Lion”, in particolare colpendo bersagli strategici del regime iraniano. Mercoledì, l’IDF ha colpito il centro di ricerca subacquea del regime a Isfahan, limitando significativamente la sua capacità di produrre nuovi sottomarini.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì che l’Iran non deve necessariamente accettare un accordo per porre fine alla guerra in corso e che gli Stati Uniti probabilmente concluderanno il conflitto in due o tre settimane. Riguardo allo Stretto di Hormuz, Trump ha indicato che gli USA potrebbero terminare la guerra senza aver prima garantito il passaggio sicuro delle navi, affermando che gli altri paesi dovranno “cavarsela da soli”.

Libano

Le forze israeliane continuano a operare in Libano per proteggere i residenti del nord e rimuovere le minacce dirette. Il ministro della Difesa Katz ha dichiarato che le truppe stanno entrando nei villaggi con forza, eliminando i terroristi di Hezbollah e distruggendo le infrastrutture utilizzate come postazioni di tiro.

Legge sulla pena di morte adottata dalla Knesset

Lunedì sera la Knesset ha approvato una nuova legge sulla pena di morte per i terroristi. La norma prevede la morte per impiccagione come sentenza predefinita nei tribunali militari per determinati reati di terrorismo.

La disputa intorno all’accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro

Domenica scorsa, la polizia israeliana a Gerusalemme ha impedito al Patriarca Latino, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, insieme ad altri tre sacerdoti, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro, citando le linee guida del Comando del Fronte Interno e preoccupazioni di sicurezza legate alla guerra con l’Iran. Ne è nata un’inutile e pretestuosa polemica. Si è poi raggiunto un accordo per consentire le celebrazioni pasquali nella Città Vecchia sotto condizioni ristrette (massimo 50 persone per assembramento).

Violenza in Giudea e Samaria

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato lunedì la recente ondata di violenza da parte di elementi estremisti in Giudea e Samaria, esortando le forze dell’ordine ad agire con decisione, affermando che tali atti sono in contraddizione con i valori di Israele.

In tempi così, siamo chiamati a non smettere di pregare ricordandoci le Sue promesse.

Preghiamo per il popolo ebraico che celebra Pesach.

Preghiamo affinché il Signore li stabilisca saldamente nella terra e che siano di benedizione per tutte le nazioni.

Preghiamo per la pace tra ebrei e arabi nel paese.

Preghiamo anche affinché gli occhi della Chiesa si aprano per comprendere i propositi biblici di Dio per ebrei e gentili.

Romani 11:33-36 “O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! […] Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.”

Chag Pesach Sameach

Buona Pasqua